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benvenuti in Estetica Metrica Universale

creato da Riccardo Bionducci ultima modifica 11/03/2013 09:01
Notazioni offerte alla riflessione degli individui

 


IL NOME

Estetica metrica universale è la denominazione proposta da Alessandro Giannini — La filosofia di Saverio Muratori. Genova, 1983 — per il pensiero di  Saverio Muratori (Modena, 1910 - Roma, 1973):

www.centenariomuratoriano.it
www.comune.modena.it/biblioteche/muratori

  • estetica universale perché applicata al giudizio del rapporto Mente-Realtà concepito come rapporto — perennemente in fieri — di due totalità, cioè come opera d'arte;
  • metrica, in quanto impegnata a dare un sistema ed un giudizio mensurali.

Alessandro Giannini — già assistente di Muratori alla Facoltà di Architettura alla Sapienza — sostiene che un filosofo contemporaneo non debba necessariamente essere un letterato ma possa esprimersi ragionando architettonicamente, disponendo i propri ragionamenti in termini linguistici coerenti, lucidi ed onnicomprensivi, sviluppandoli sino a dare un modello di umanità alternativa bello, buono e giusto e rendendo al pensiero l'effettualità perduta sin dai lontani tempi della Scolastica.

ApprofondimentI:

 


IL LOGO

Anche il logo è un omaggio alla figura di Saverio Muratori. E' derivato dal primo dei quattro diagrammi — quello titolato: adeguazione coscienza/realtà — tracciati dall'Autore a supporto delle proprie riflessioni al magnetofono, pubblicate, postume, da Guido Marinucci nel volume Metodologia del sistema Realtà - Autocoscienza, Roma, 1978.

Rimeditando sulla possibile conclusione della trattazione svolta durante il precedente Anno Accademico — la descrizione della storia della civiltà interpretata come messa in orbita della coscienza (che Guido Marinucci ha poi trasposto nel volume Autocoscienza e Realtà nella storia delle ecumeni civili, Roma 1976) — Muratori (nastro magnetico del 21 Maggio 1973) annota quattro suggerimenti derivati dall'interpretazione del significato di Rinascimento quale periodo storico che avrebbe dovuto essere risolutivo di tutto il ciclo dell'autocoscienza.

A corredo di ciascuna di queste riflessioni traccia — e descrive — un diagramma specifico.

 

Nel primo diagramma ho tracciato dapprima una retta orizzontale mediana che divide il quadro in due settori sovrapposti. In quello inferiore ho indicato una diagonale ascendente verso destra: è la linea  che rappresenta il processo della Riforma, un processo di ascesa materiale, se non altro come espansione fisico-economica ma che porta, come contropartita, precipitosamente nella crisi.

Nel settore superiore ho indicato una diagonale discendente verso destra, anch'essa tendente all'asse orizzontale: è la linea che rappresenta il processo del Rinascimento e, nella sua discesa, raffigura una una relativa contrazione materiale, contropartita dell'eccessivo sforzo prodotto dal Rinascimento stesso nell'elevarsi troppo rispetto alla possibile realtà dell'uomo.

  realta.png    
La linea ascendente della Riforma e quella discendente del Rinascimento convergono, dunque, sopra la mediana orizzontale che le unifica.
Il loro punto di unione rappresenta il momento di maturazione per cui Rinascimento e Riforma sono tutt'uno: sono la vita dell'Europa.
Questa, ovviamente, può essere compresa non mediante la visione riformata, ma per mezzo di quella rinascimentale equilibrata; equilibrata nel senso di saper leggere la realtà non come un ottimo assoluto, ma come una media. Una visione che altro non è se non l'adesione alla realtà dell'uomo quale esso è.
 

Ma procediamo oltre col nostro ragionamento, costruendo l'intera figura: un fatto come quello ora esaminato, cioè questo tipo di visione-adesione alla realtà, per diventare legge — e non rimanere un fatto singolo — deve essere accettato come sempre vero e ripetersi, processualmente, innumerevoli volte, per lo meno quattro, al fine di essere còlto come ciclo. Nel senso che, risolto uno scatto, se ne apre un altro complementare al precedente. E la rappresentazione grafica di tale scatto complementare non potrà che essere che una retta ortogonale alla prima mediana. Nel nostro diagramma la mediana orizzontale, che rappresenta il punto di verità e di realtà del processo Rinascimento-Riforma, deve essere complementarizzata , dunque, da una sua ortogonale nel punto di convergenza delle due diagonali Rinascimento e Riforma.
E' evidente che bisogna intervenire con sistemi ortogonali al primo, per rappresentare movimenti complementari ad esso, altrimenti non registrabili sulla prima mediana. Lo stesso si può dire per questo secondo sistema; occorrerà tracciarne un terzo e poi un quarto. Di complementare in complementare, procedendo in senso orario, otterremo una forma chiusa, un bel quadrato, che rappresenta il ciclo completo del processo.

Tutto questo vuol dire che la ciclica, così determinata, dà una realtà di partenza ed una realtà di arrivo, rappresentate dalle rispettive complementari.
A questo punto è nel quadrato che si trova il significato della coscienza: quella coscienza che, intromettendosi nella realtà esistenziale dell'uomo, la deforma ma, in qualche modo, la costituisce. Dunque, occorre leggere il modo di fondersi dei due procedimenti (coscienza-realtà) ricordando sempre, però, che l'uno dipende dall'altro: la coscienza dipende dalla realtà. Il processo della coscienza è rappresentato dal sistema delle diagonali e la realtà dai lati del quadrato.

  ciclo.png  
Per meglio comprendere la partecipazione della coscienza nella realtà, richiamiamo gli elementi costitutivi del diagramma:
  • v'è una realtà di partenza, cioè la linea orizzontale;
  • v'è una visione qualitativa, cioè la diagonale discendente (quella del Rinascimento) un ottimo che, seppur non funzionante per eccesso di visione, tuttavia, discendendo e mediandosi con la sua controparte, porta ad un punto di convergenza con questa, pur sempre rimanendo qualitativa;
  • v'è la visione quantitativa, cioè la linea ascendente (quella della Riforma), processo estrinsecato che, in quanto epurato dall'equivoco di credersi autosufficiente, porta ad uno sviluppo concreto come parte del sistema. Porta, cioè, ad una lettura evidentemente non perfetta ma asintotica. In virtù della necessità delle complementari, questo insieme risulta essere fase di un ciclo completo che, come abbiamo visto, è raffigurato nel quadrato.